Sei in: Home page > Cultura > Mostra: da Trieste alle Alpi. Napoleone Cozzi. Artista, alpinista, patriota.
PRESENTAZIONE
La mostra avrà un carattere monografico ed un taglio storico-artistico e privilegerà l’esposizione di materiali e documentazioni artistiche realizzati da Napoleone Cozzi (1867-1916).
La mostra si propone l’obiettivo di attirare l’attenzione su un personaggio chiave della storia dell’alpinismo in regione, recentemente riscoperto, e di indagare nel contempo il contesto storico di riferimento in cui egli ha operato, tenendo presenti le sue origini friulane. Verranno dunque collazionati materiali poco conosciuti e mai radunati tutti assieme con l’obiettivo prioritario di operare una riflessione sul personaggio e, di riflesso, sulla sua epoca storica, seguendo le due piste artistica e alpinistico-patriottica: l’operato di Napoleone Cozzi segna infatti in questo senso il passaggio dall’alpinismo esplorativo a quello sportivo in una stretta rete di legami con l’ambiente patriottico triestino e friulano.
I TACCUINI DI ACQUERELLI
Si concentrerà l’attenzione sui taccuini di acquerelli, forma di espressione assai peculiare per tipologia e contenuti, che verranno qui per la prima volta esposti. Questi costituivano dei veri e propri diari illustrati della avventure e delle escursioni del Cozzi e del suo gruppo di sodali, denominato Squadra Volante, che partivano da Trieste per avventurarsi sulle Alpi di casa e per spingersi fino nelle Dolomiti, alla ricerca di cime e pinnacoli particolarmente attraenti da un punto di vista strettamente alpinistico. A Cozzi si devono, per menzionarne solo due, il primo tentativo di salita al Campanile di Val Montanaia (Cimolais, PN) e la prima salita ad un’ardita torre nel gruppo del Civetta, da lui denominata Torre Trieste. I taccuini sono quanto di più prezioso e originale ci sia rimasto, e per forma espressiva e per contenuti: si tratta di veri e propri unicum. Di questi taccuini non esiste pari, con questi contenuti, in Italia: difatti erano soltanto gli inglesi a quei tempi che raccontavano i loro viaggi tra le Alpi in questa forma, accostando spirito avventuroso e humour in un diario giornaliero. Essi dimostrano inoltre gli aspetti patriottici legati alla conquista delle cime in una forma di competizione ancora pacifica con i giovani alpinisti austriaci.
Attraverso la lettura dei taccuini risulteranno evidenti i rapporti di Cozzi con la Società Alpina delle Giulie – esposti nel catalogo – che custodisce in tutto tre dei cinque taccuini conosciuti. Alla SAG avvenivano le riunioni della Squadra Volante, il gruppo di sodali-alpinisti senza guida ideato da Cozzi stesso e con la Società Ginnastica Triestina, presso cui Napoleone Cozzi operava come istruttore in varie discipline sportive.
Trattandosi di una mostra monografica si presenteranno per la prima volta anche altre opere da Cozzi realizzate, come i disegni giovanili e i bozzetti custoditi al Museo Revoltella, i dipinti (ritratti e vedute) e altri materiali eterogenei, che consentiranno di toccare in parte quella che fu la sua attività di decoratore di ambienti pubblici e privati, realizzati a Trieste e in Istria, di cui si tratterà in maniera più ampia nel catalogo, dove le ultime ricerche d’archivio hanno condotto a nuovi interessanti risultati.
La mostra gode di diversi patrocini tra cui quello del Ministero per i Beni Culturali, dell’Università di Udine e del FAI.
BRANI TRATTI DA UN TESTO DI MELANIA LUNAZZI "NAPOLEONE COZZI (1867-1916). ARTISTA, PATRIOTA, ALPINISTA"
Qui di seguito si riportano brani tratti da un testo di Melania Lunazzi (Napoleone Cozzi(1867-1916). Artista, patriota, alpinista, pubblicato su Sot la Nape LVIII, n. 34, Maggio Agosto 2006, Società Filologica Friulana, pp. 53-60)
“Se la vita di un uomo restituisce l’immagine dei suoi tempi tanto più fedelmente quanto più costui si rende partecipe di ciò che gli accade intorno, allora la vita di Napoleone Cozzi (Trieste, 1867 - Monza, 1916) rispecchia appieno la temperie tardoromantica e postrisorgimentale dell’Italia a cavallo tra i due secoli e quella contraddittoriamente mitteleuropea e fortemente patriottica della Trieste ancora asburgica. Figlio di friulani della pedemontana emigrati da Travesio a Trieste in cerca di fortuna, fu inizialmente un pittore. […]
NAPOLEONE COZZI: ARTISTA IRREDENTISTA E SPORTIVO
La sua attività artistica si intreccia a più riprese con la frequentazione di ambienti legati all’irredentismo e con quella di associazioni culturali più o meno nascostamente politiche, anche se, ad eccezione del Caffè San Marco, non possiamo verificarne oggi gli esiti figurativi e i messaggi in essi celati. Due esempi però ci consentono di introdurre questo tema - uno dei fils rouges che attraversarono la breve vita di Cozzi e che la connotarono fortemente - quello della partecipazione alla vita politica cittadina tra le file di coloro che operavano per il ritorno di Trieste all’Italia. Fu Napoleone a realizzare, almeno in parte, i dipinti murali del villino triestino di Giuseppe Caprin (Trieste, 1843-1904), esponente di spicco dell’irredentismo democratico e grande animatore culturale di salotti frequentati da intellettuali come Silvio Benco e da letterati come Carducci, De Amicis, Giacosa. E fu sempre lui a decorare gli ambienti della Società Ginnastica Triestina, soprattutto il soffitto della sala degli schermidori, ricordato come “l’ambiente più elegante e lussuoso della palestra” e oggi parzialmente leggibile soltanto nell’immagine di una fotografia sbiadita, custodita presso l’Archivio della stessa Società.
Alla Ginnastica Triestina, associazione di aspirazioni abbastanza scopertamente irredentiste, Napoleone Cozzi entrò molto giovane, per diventarne socio ufficiale già nel 1888. Erano anni in cui lo sport (inteso nella sua forma moderna) stava nascendo: la prima società di canottieri venne fondata 1865, il gioco del pallone elastico prese il via nel 1870 e la prima olimpiade moderna data 1896. L’indiscutibile talento sportivo di Cozzi assunse via via diverse forme: eccelleva nella corsa, nel nuoto, nel canottaggio e inoltre sapeva pattinare e tirare di scherma, discipline queste due ultime che insegnava. L’impegno sportivo era, dell’intento dei soci, una delle forme di espressione del patriottismo e Napoleone lo applicò con la partecipazione e la vittoria in diverse competizioni. Più esplicita, come forma di espressione antiaustriaca, fu l’adesione ad un Comitato d’azione che si costituì nel 1904 con l’intento di seminare scompiglio negli ambienti filoasburgici. L’arrivo di un certo numero di bombe “alla Orsini”, due delle quali nascoste sotto il pavimento della associazione sportiva triestina e destinate ad un attentato alla Ginnastica Tedesca o alla statua dell’Imperatore Francesco Giuseppe e la seguente delazione di uno dei soci coinvolse Napoleone in una retata. Dopo dieci mesi di carcere, scontati prima a Trieste e poi a Vienna, venne scagionato. […]
LA PASSIONE DELL'ALPINISMO
Accanto alla pittura e alla partecipazione attiva alla vita politica Napoleone aveva infatti un’altra passione: l’alpinismo. Faceva parte della Società Alpina delle Giulie, circolo in cui erano presenti tra l’altro due correnti, una di attivisti irredentisti e l’altra di cittadini più fedeli a Vienna (i “Fedeloni”), di cui era socio anche Julius Kugy, il cantore delle Alpi Giulie. All’interno di questo club egli diede vita ad un gruppo di giovani alpinisti che denominò Squadra Volante. Erano intrepidi, coraggiosi e veloci. Volevano innovare l’approccio alla montagna. I ragazzi della Squadra Volante erano i fautori dell’alpinismo senza guide alpine ovvero i portavoce dell’alpinismo sportivo ante litteram. In Friuli si era appena conclusa la fase esplorativa di ricerca, di conoscenza e rilevazione delle montagne (che furono soprattutto i membri della Società Alpina Friulana a realizzare) e si stava aprendo, come stava già avvenendo nelle Dolomiti, un momento nuovo. […]
La realizzazione dei taccuini avveniva collazionando schizzi e appunti ripresi prontamente sul posto e fotografie, in genere scattate da Alberto Zanutti: queste costituivano una base indispensabile per la ricostruzione di scorci e di dettagli orografici. In uno dei disegni realizzati per l’album del 1907, si vedono i due amici intenti l’uno a prendere schizzi e l’altro a scattare riprese fotografiche. L’accostamento di acquerello, fotografia e testo produce un risultato che non è paragonabile al rapporto tra illustrazione e didascalia, ma denota una precisa originalità espressiva nella ricerca di una nuova forma di racconto: potremmo definirlo un vero e proprio ipertesto. Al momento della realizzazione comunque Napoleone attingeva prevalentemente alla propria memoria visiva. All’interno di questa il contrassegno più significativo sta nella resa trasfigurante e visionaria e negli accenti spiccatamente simbolisti della raffigurazione riconducibili ad artisti come Caspar David Friedrich (1774-1840) e Arnold Böcklin (1827-1901), quest’ultimo ricordato anche nel articolo redatto da Napoleone nel 1902 (forse un omaggio all’artista ad un anno di distanza dalla sua morte).”
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