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Napoleone Cozzi: artista irredentista e sportivo

La sua attività artistica si intreccia a più riprese con la frequentazione di ambienti legati all’irredentismo e con quella di associazioni culturali più o meno nascostamente politiche, anche se, ad eccezione del Caffè San Marco, non possiamo verificarne oggi gli esiti figurativi e i messaggi in essi celati. Due esempi però ci consentono di introdurre questo tema - uno dei fils rouges che attraversarono la breve vita di Cozzi e che la connotarono fortemente - quello della partecipazione alla vita politica cittadina tra le file di coloro che operavano per il ritorno di Trieste all’Italia. Fu Napoleone a realizzare, almeno in parte, i dipinti murali del villino triestino di Giuseppe Caprin (Trieste, 1843-1904), esponente di spicco dell’irredentismo democratico e grande animatore culturale di salotti frequentati da intellettuali come Silvio Benco e da letterati come Carducci, De Amicis, Giacosa. E fu sempre lui a decorare gli ambienti della Società Ginnastica Triestina, soprattutto il soffitto della sala degli schermidori, ricordato come “l’ambiente più elegante e lussuoso della palestra” e oggi parzialmente leggibile soltanto nell’immagine di una fotografia sbiadita, custodita presso l’Archivio della stessa Società.  

Alla Ginnastica Triestina, associazione di aspirazioni abbastanza scopertamente irredentiste, Napoleone Cozzi entrò molto giovane, per diventarne socio ufficiale già nel 1888. Erano anni in cui lo sport (inteso nella sua forma moderna) stava nascendo: la prima società di canottieri venne fondata 1865, il gioco del pallone elastico prese il via nel 1870 e la prima olimpiade moderna data 1896. L’indiscutibile talento sportivo di Cozzi assunse via via diverse forme: eccelleva nella corsa, nel nuoto, nel canottaggio e inoltre sapeva pattinare e tirare di scherma, discipline queste due ultime che insegnava. L’impegno sportivo era, dell’intento dei soci, una delle forme di espressione del patriottismo e Napoleone lo applicò con la partecipazione e la vittoria in diverse competizioni. Più esplicita, come forma di espressione antiaustriaca, fu l’adesione ad un Comitato d’azione che si costituì nel 1904 con l’intento di seminare scompiglio negli ambienti filoasburgici. L’arrivo di un certo numero di bombe “alla Orsini”, due delle quali nascoste sotto il pavimento della associazione sportiva triestina e destinate ad un attentato alla Ginnastica Tedesca o alla statua dell’Imperatore Francesco Giuseppe e la seguente delazione di uno dei soci coinvolse Napoleone in una retata. Dopo dieci mesi di carcere, scontati prima a Trieste e poi a Vienna, venne scagionato. […]