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I taccuini di acquerelli

Si concentrerà l’attenzione sui taccuini di acquerelli, forma di espressione assai peculiare per tipologia e contenuti, che verranno qui per la prima volta esposti. Questi costituivano dei veri e propri diari illustrati della avventure e delle escursioni del Cozzi e del suo gruppo di sodali, denominato Squadra Volante, che partivano da Trieste per avventurarsi sulle Alpi di casa e per spingersi fino nelle Dolomiti, alla ricerca di cime e pinnacoli particolarmente attraenti da un punto di vista strettamente alpinistico.

ACozzi si devono, per menzionarne solo due, il primo tentativo di salita al Campanile di Val Montanaia (Cimolais, PN) e la prima salita ad un’ardita torre nel gruppo del Civetta, da lui denominata Torre Trieste.

I taccuini sono quanto di più prezioso e originale ci sia rimasto, e per forma espressiva e per contenuti: si tratta di veri e propri unicum. Di questi taccuini non esiste pari, con questi contenuti, in Italia: difatti erano soltanto gli inglesi a quei tempi che raccontavano i loro viaggi tra le Alpi in questa forma, accostando spirito avventuroso e humour in un diario giornaliero. Essi dimostrano inoltre gli aspetti patriottici legati alla conquista delle cime in una forma di competizione ancora pacifica con i giovani alpinisti austriaci.
 

Attraverso la lettura dei taccuini risulteranno evidenti i rapporti di Cozzi con la Società Alpina delle Giulie – esposti nel catalogo – che custodisce in tutto tre dei cinque taccuini conosciuti. Alla SAG avvenivano le riunioni della Squadra Volante, il gruppo di sodali-alpinisti senza guida ideato da Cozzi stesso e con la Società Ginnastica Triestina, presso cui Napoleone Cozzi operava come istruttore in varie discipline sportive.

Trattandosi di una mostra monografica si presenteranno per la prima volta anche altre opere da Cozzi realizzate, come i disegni giovanili e i bozzetti custoditi al Museo Revoltella, i dipinti (ritratti e vedute) e altri materiali eterogenei, che consentiranno di toccare in parte quella che fu la sua attività di decoratore di ambienti pubblici e privati, realizzati a Trieste e in Istria, di cui si tratterà in maniera più ampia nel catalogo, dove le ultime ricerche d’archivio hanno condotto a nuovi interessanti risultati.

La mostra gode di diversi patrocini tra cui quello del Ministero per i Beni Culturali, dell’Università di Udine e del FAI.